PROFILO

Mi sono laureato in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Milano, a pieni voti e con lode, e ho conseguito un dottorato in Storia delle arti visive e dello spettacolo presso l'Università di Pisa, nel 2009.

Nel 2008, ancora dottorando, ho insegnato a contratto presso la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana di Lugano e nel 2010 presso il Collegio delle Università Milanesi. Dal 2014 ho usufruito di un assegno di ricerca presso l'Università degli Studi di Milano, dove dal 2017 sono ricercatore, ho insegnato Teoria e analisi del linguaggio cinematografico e insegno Storia e critica del cinema.

Ho conseguito l'Abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore di seconda fascia nel settore concorsuale 10/C1 sin dal 2014, e di prima fascia nel 2018.

Ho pubblicato sei libri e una quarantina di saggi, e ho partecipato a oltre trenta convegni. Ho tradotto in italiano il primo libro di Parker Tyler, Allucinazione Hollywood (1944) e ho curato con T. Subini un numero monografico della rivista Schermi su I cattolici, il cinema e il sesso in Italia tra gli anni ’40 e gli anni ’70 e un convegno su La censura dell’osceno in Italia tra gli anni ’40 e gli anni ’70. Ho inoltre organizzato panel per convegni internazionali tenutisi presso l'Università Cattolica di Milano e la University of Kent di Canterbury.

Sono caporedattore della rivista Schermi, membro della redazione della rivista Immagine e membro del comitato direttivo della collana "Biblioteca / Cinema, media e studi culturali" dell'editore Meltemi.

Ho partecipato a tre ricerche finanziate dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (PRIN 2008, 2012, 2015). 

Tra il 2005 e il 2012 ho condotto ricerche su Luchino Visconti a partire dalla sue carte, con l’intento di ripensarne l'opera e la figura autoriale rivalutando la componente trasgressiva della sua poetica, affidata in primo luogo a una rappresentazione provocatoria della sessualità, per ricollocarla al centro di un progetto estetico che sin dagli inizi si è mostrato capace di integrare realismo e melodramma, caricando il privato di ricadute politiche innovative per il contesto italiano.

In parallelo a questa ricerca, che coniuga studi culturali e filologia, ho allargato lo spettro dell’indagine sui rapporti tra sessualità e cinema in relazione sia a figure dalla forte marca autoriale sia al cinema di genere, sino all’estremo limite di quello pornografico. 

In particolare, ho interrogato in questa prospettiva il film di Alfred Hitchcock Psycho e l’influenza che ha esercitato nei successivi cinquant’anni, provando a spiegarne l’entità alla luce di un ripensamento originale del binomio romantico amore-morte tramite il coinvolgimento di sessualità alternative al modello egemone, interpretate secondo gli insegnamenti della dilagante medicalizzazione psicoanalitica.

Tra il 2014 e il 2017, dopo aver ricevuto un invito a pubblicare un volume da parte di Palgrave MacMillan, ho concentrato le ricerche su un aspetto rimasto totalmente scoperto negli studi sul cinema italiano, quello dei suoi rapporti con l’omosessualità. Rapporti intesi non solo come modalità di rappresentazione, tra stereotipi del cinema popolare e modelli autoriali alternativi, ma anche come intreccio di elementi diversi riguardanti ogni aspetto dell’istituzione cinematografica: organizzazione industriale, pubblico, censura, critica, divismo, con tutte le conseguenze possibili sulle negoziazioni tra saperi dominanti, cultura popolare e rappresentazioni cinematografiche stesse. 

Oltreché su nuove ricerche d'archivio, Omosessualità e cinema italiano (edizione italiana, riveduta e accresciuta, di Homosexuality and Italian Cinema), si fonda su uno spoglio sistematico di una stampa periodica marginale per collocazione politica e pubblico di riferimento (estrema destra, sinistra extraparlamentare, movimenti di liberazione omosessuale). Tale stampa, imprescindibile per ricostruire con completezza la storia culturale del cinema italiano del dopoguerra, costituisce l'oggetto della mia ricerca attuale, nell'ottica di approfondire il rapporto tra potere e marginalità, regola e trasgressione, che rappresenta una delle costanti della mia ricerca, dal punto di vista della produzione delle idee.

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