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Introduzione V

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Opac B

Parker Tyler

Allucinazione Hollywood

Traduzione, introduzione e note di Mauro Giori, Temi, Trento 2017, pp. 235

(collana: “Temi di cinema”, 6)

SINOSSI

Con un inconfondibile linguaggio immaginoso, che gli deriva dalla sua decennale attività di scrittore e poeta, in questo suo primo lavoro sul cinema, pubblicato nel 1944, Parker Tyler già manifesta appieno l’ambizione che coltiverà nei trent’anni successivi in non meno di una decina di volumi. E cioè non essere un semplice critico cinematografico, ma spingersi in un’analisi di ampio respiro sul cinema (qui, nella fattispecie, quello hollywoodiano) a partire da una visione d’insieme che lo conduce a elaborare una teoria basata su una commistione molto personale e tutt’altro che ortodossa tra psicoanalisi, mitologia e marxismo. Spettatore complice anche se estremamente esigente, Tyler si dice convinto che il cinema hollywoodiano sia ricco di profondità e di contenuti, salvo che non sono quelli che esso crede di veicolare. L’autore verifica la sua convinzione analizzando alcuni momenti nodali della storia e dell’evoluzione tecnica del cinema, nonché aspetti essenziali del cinema popolare americano, quali la tipizzazione dei personaggi, il divismo, le reticenze nella rappresentazione del sesso, per giungere a mettere in luce in forme originali la sostanziale organicità di Hollywood rispetto alla status quo politico e sociale. Sullo sfondo delle angosce prodotte dalla guerra in corso, ma con uno stile ricco di sottile umorismo, nel suo percorso Tyler si sofferma su figure come Lillian Gish, Greta Garbo, Marlene Dietrich, Bette Davis e Mae West, su Walt Disney e registi come David W. Griffith, Cecil B. DeMille, Charles Chaplin e Orson Welles, e su film notori o dimenticati come The Sheik (Lo sceicco, 1921), Citizen Kane (Quarto potere, 1941), To Be or Not to Be (Vogliamo vivere!, 1942), Suspicion (Il sospetto, 1941), The Maltese Falcon (Il mistero del falco, 1941), Of Mice and Men (Uomini e topi, 1939), Kings Row (Delitti senza castigo, 1942), Meet John Doe (Arriva John Doe!, 1941) e Gone with the Wind (Via col vento, 1939).

INDICE

INTRODUZIONE

Desiderio e allucinazione. Hollywood secondo Parker Tyler, pioniere della critica cinematografica V

di Mauro Giori

THE HOLLYWOOD HALLUCINATION

I.     Il soggetto non è quello che conta

II.    L’occhio surrealista di Hollywood

II.    Il technicolor dell’amore

        In sottofondo: il tema – In primo piano: l’evento

III.   Le sonnambule

IV.   L’antagonista buono e l’eroe cattivo

V.    Mostri e Topolino

VI.   Orfeo in stile Hollywood

         Il genio dal carillon – La cura in versi per il complesso di castrazione

VII.   John Doe, o il falso finale

VIII.  “…dove giace il corpo”

IX.    Vogliamo vivere!, o la vignetta trionfante

X.     La maschera umana

XI.    La fantasticheria

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